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Amici di Israele
politica estera
7 settembre 2011
«Chi ha sempre e solo criticato Israele è un antisemita»

di Dora Marrache, Chroniqueuse, Radio-Shalom (Montréal) -

Da qualche anno possiamo constatare che la voce degli antisionisti si leva sempre di più per condannare Israele e molto spesso per augurarne la sua distruzione, chiaro e tondo. Contrariamente a quanto affermano, ovvero "la lobby ebraica esercita pressioni sui media per impedirci di esprimerci", gli antisionisti sono spesso alla ribalta dei giornali e sono invitati in veste di personaggi eminenti nelle trasmissioni televisive. Sarei quasi tentata di dire che non si ascolta che loro e dispiace dire che incontrano poca o nulla resistenza. 

1. Antisionismo/Antisemitismo 

Il Dizionario Robert non ha definizioni per l'antisionismo ma basandosi su quella che dà per sionismo "movimento politico e religioso, mirante allo stabilimento e al consolidamento dello Stato ebraico (la nuova Sion) in Palestina", se ne deduce che l'antisionismo è un movimento che si oppone allo stabilimento di uno Stato ebraico in Palestina. L'antisionismo non è un fenomeno nuovo, ma fino ad ora restava mascherato; dopo la Guerra dei Sei Giorni e soprattutto dopo il 2000, si esprime in maniera assolutamente esplicita. Oggi, nei circoli intellettuali, si puo' parlare apertamente della non legittimità di Israele e parecchi avvocati non esitano ad appoggiare questa tesi basandosi su articoli giuridici.  

Quanto all'antisemitismo, l’EUMC (Osservatorio Europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi, chiamato dal 2007 Agenzia dei diritti fondamentali dell'Unione Europea)  ne dà la definizione seguente: "L'antisemitismo è quella percezione verso gli Ebrei che puo' esprimersi sotto forma di odio nei confronti degli Ebrei". E fra gli esempi di manifestazioni antisemite figura questa: 

"Negare al popolo ebraico il diritto all'autodeterminazione, dichiarando che l'esistenza dello Stato di Israele è un principio razzista".

L’antisionismo essendo un movimento che non riconosce agli Ebrei gli stessi diritti degli altri popoli, come il diritto di riunirsi sulla loro terra, è dunque un movimento animato da una ideologia razzista, quindi un movimento anti ebraico. Chi si oppone all'esistenza di uno Stato ebraico, quando invece lotta per l'esistenza di quello Palestinese, non ci venga a dire che non è antisemita. Rifiutare agli Ebrei il diritto di avere uno Stato è negare l'esistenza di un popolo. E negare l'esistenza del popolo ebraico è una maniera di manifestare, checché se ne dica, il proprio odio per gli Ebrei. Naturalmente gli antisionisti diranno esattamente il contrario. E certo! E' malvisto oggi essere antisemiti, senza contare che l'antisemitismo, al contrario dell'antisionismo, è punito dalla legge. Invece è senz'altro attuale presentarsi come antisionista. E' la posizione espressa senza vergogna, per non dire con fierezza, da gran parte dell'intellighenzia occidentale. Cosi' tutti quelli che odiano gli Ebrei e non possono  esprimere il loro odio si dicono antisionisti, senza rischiare di essere qualificati come antisemiti. Certo vi diranno che i due termini non sono sinonimi. "Ho amici ebrei, mi ci trovo bene, sono solo anti ionista", dicono spesso. Obiettano che antisionismo non fa rima con antisemitismo, vi diranno anzi che l'antisionismo è agli antipodi dell'antisemitismo. E quando in aggiunta questi antisionisti giustificano la loro posizione appoggiandosi su personalità ebree, chi oserebbe trattarli da antisemiti? Infatti, certi Ebrei israeliani, come il regista  Yoav Shamir, vi diranno che l'antisemitismo non esiste più ma che ha permesso la nascita di una grossa e lucrosa industria. Se li tacciate di antisemitismo vi risponderanno che LORO vivono in Israele. Altri, come lo storico Norman Finkelstein, vi diranno che l'antisemitismo - come la Shoah - è uno strumento utilizzato da Israele a fini politici, che si tratta di un'invenzione dei sionisti per evitare le critiche circa il loro operato verso i palestinesi. E c'è anche chi, come Shlomo Avineri, giornalista e scrittore, afferma che la delegittimazione di Israele sia un' invenzione, uno strumento del quale si serve il governo per non restituire i territori. Non è lontano il giorno nel quale questi obsoleti personaggi di sinistra vi diranno di essere stati pagati dallo Stato d'Israele per fare paura agli Ebrei della diaspora e spingerli a fare l'aliyah! Eccezion fatta per l'antisionismo degli ebrei ultra ortodossi che considerano gli Ebrei condannati all'esilio fino alla venuta del Messia, il termine "antisionismo" è e resterà sinonimo di antisemitismo. Noi sappiamo - e anche gli antisionisti lo sanno - che sotto l'antisionismo si nasconde un antisemitismo virulento. Comunque anche se il termine antisemitismo puo' scioccare qualcuno ha il vantaggio di essere più preciso: anti ebraico. Questi anti ebrei fingono di voler andare contro corrente, si credono superiori agli altri e vogliono far credere che non ce l'hanno con gli Ebrei ma con la politica del loro governo. Sono contro Netanyahu non perché rappresenti il popolo ebraico, ma perché persegue, dicono, una politica di occupazione. Pretendono di essere i soli a poter decriptarne il linguaggio, a comprendere il linguaggio politico dei ministri che accusano di machiavellismo. Ora, poiché il mondo è come ognuno lo vuol vedere, questi denunciano precisamente cio' che essi stessi fanno. Sono gli assi del machiavellismo e vorrebbero mettere in guardia il mondo dal machiavellismo del governo israeliano. Leggendo le idee che questi anti ebrei difendono, ci accorgiamo che l'antisionismo non è altro che un tessuto di menzogne che serve a manipolare le masse. Gli antisionisti sono diventati maestri nell'arte della retorica, in quella di rovesciare la verità, di travestirla, di dire una cosa e il suo contrario. Mahmoud Abbas padroneggia con brio la teoria del doppio linguaggio: tiene un linguaggio con i media ed uno completamente contrario per le masse arabe. E questo senza che nessuno se ne adombri mai! 

Sanno che una menzogna mille volte ripetuta diventa verità. Ma accecati dall'odio verso l'Ebreo, dimenticano questo pensiero di Mark Twain : "Una menzogna puo' fare il giro del mondo mentre la verità si mette in marcia."

E la verità è in marcia, noi lo sappiamo. Forse siamo troppo ottimisti ma non fu Golda Meir a dire che un ebreo non puo' permettersi il pessimismo? 

2. Chi è antisionista?  

Contrariamente a quello che vuol farci credere Shlomo Avineri, l’antisionismo universitario di estrema sinistra non è quello dei « piccoli gruppi marginali all'estrema sinistra, nutriti dalla propaganda araba, che mettono in dubbio il diritto all'esistenza di Israele. » La Sinistra, che sia europea, americana o israeliana è apertamente antisionista. Siccome non puo' più combattere il capitalismo si è dovuta trovare un altro cavallo di battaglia e, animata dal suo odio per Israele, ha scelto i palestinesi, ben contenti d'aver trovato degli utili idioti che difendono la loro causa e per dare all'Islam un'immagine che più positiva non si puo'. Ma si puo' dire che né la Sinistra, né l'estrema destra, né i non ebrei detengono il monopolio dell'antisionismo. Si incontrano antisionisti in ogni strato della società, senza distinzione di razza o religione. Ecco, l'antisionismo non è neanche appannaggio dei non ebrei, perché ve ne sono tra gli ebrei, e soprattutto israeliani, che aggiungono la loro voce a quella dei nemici. Diffondono la propaganda anti israeliana e sono i primi a demonizzare Israele. Quelli che chiamiamo self-hating jews, gli alter-ebrei, i post-sionisti hanno in comune con gli antiebrei l'odio viscerale per Israele. Sono ebrei di nome, sono ebrei a livello teorico. Ignorano tutto del giudaismo, della storia ebraica, non hanno nessun legame affettivo con Israele se non che ci guadagnano da vivere, come fanno i palestinesi che vivono in Israele. Si servono in qualche modo di questo titolo per parlare al posto degli antisemiti più violenti e per lanciare critiche che tutto sono fuorché razionali. Forse si sono lasciati manipolare e sono vittime di strategie di manipolazione di massa preconizzate da un antisionista famoso, l'ebreo israeliano Noam Chomsky, che consistono nel sostituire la rivolta con il senso di colpa. Anche fosse il caso, niente scusa il loro comportamento, agli occhi di chi ama Zion resteranno traditori del loro popolo. 

3. Le incoerenze degli antisionisti 

Evidentemente gli antisionisti non si fanno comandare dalla ragione. Come dice Pascal: Il cuore ha ragioni che la mente non comprende. 

Pace/Guerra 

Dicono di essere per la pace ma agiscono come chi è per la guerra. Non solo non fanno nulla per la pace ma agiscono affinché la pace tanto attesa dagli israeliani non possa vedere giorno. Forse sono anche responsabili del fallimento dei negoziati. Quando le Ong cosidette "umanitarie" denunciano sistematicamente le azioni di Tzahal discolpando Hamas, quando usano mezzi coercitivi (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni, flottiglie) per isolare Israele sulla scena internazionale e attentare ai suoi piani culturali ed economici, il loro scopo è la delegittimazione di Israele e manifesta l'odio per gli Ebrei.

Quando i palestinesi, per bocca di Abbas, dichiarano di volere la pace, di quale pace parlano? Dato che il loro capo afferma che non riconoscerà mai lo Stato ebraico? D'altronde al Quartetto che cercava di convincerlo Abbas ha dichiarato: "Non mi forzate al riconoscimento, non lo faro' mai".

Eppure il riconoscimento dello Stato ebraico di Israele e il disarmo palestinese sono le uniche due cose che Israele chiede per riconoscere lo Stato di Palestina. Gli antisionisti comprendono il rifiuto palestinese, secondo loro l'identità di uno Stato non ha alcun legame con la sua identità religiosa. Ma allora che dire della Lega Araba che è formata da Stati che si dichiarano musulmani? E del futuro Stato palestinese nel quale l'Islam sarà religione di Stato? Difficile ammetterlo ma gli unici che vogliono la pace in Medio Oriente sono gli israeliani con il governo Netanyahu in testa, pronto a rinunciare a "una parte della terra dei padri". Va ricordato che ancora prima della proclamazione dello Stato di israele gli arabi rifiutarono qualsiasi offerta di pace? E che nel 2000 Arafat scelse la guerra contro uno Stato sovrano, guerra che gli avrebbe permesso di annettersi la quasi totalità della Giudea Samaria? Quanto a Hamas come si puo' pretendere pace da chi ha nella sua Carta lo sradicamento puro e semplice di Israele senza che questo sciocchi i difensori dei Diritti dell'Uomo che vedono i palestinesi come vittime? 

4. Palestinesi vittime / Israeliani aggressori 

Su Le Monde del 4 giugno 2002, scritto da Edgar Morin si leggeva: « Il cancro israelo/palestinese si è formato a partire da una patologia territoriale: la formazione di due nazione sul medesimo suolo, fonte di due patologie politiche, l'una nata dalla dominazione, l'altra dalla privazione». Per gli antisionisti gli israeliani sono gli aggressori e i palestinesi vittime. Si potrebbe pensare che questa dicotomia aggressore/vittima sia pensata da estremisti incapaci di riflettere. E invece no, parte da eminenti professori universitari per i quali il sionismo è un atto essenzianzialmente coloniale contro la popolazione locale. I palestinesi sono visti come un popolo spogliato e gli israeliani come razzisti, poiché praticano il colonialismo e il colonialismo è razzismo. Come si puo' parlare di colonizzazione quando gli ebrei si installano su un territorio che appartiene loro dalla notte dei tempi? "In Giudea Samaria il popolo ebraico non è un occupante straniero. Noi non siamo come gli inglesi in India. Non siamo come i belgi in Congo" disse Netanyahu nel suo discorso al Congresso. Non è che siccome la Giudea Samaria fu occupata dai giordani dal '48 al '67 gli ebrei hanno perduto i loro diritti su questo territorio. C'è voluta una guerra per recuperarli. Accettare il congelamento delle costruzioni in Giudea Samaria è riconoscere implicitamente che Israele non ha alcun diritto su quei territori, che li ha "rubati" ai palestinesi e che deve far vedere di volerli rendere. Ogni ricerca storica degna di questo nome riconoscerà senza timori che la Giudea e Samaria, che ora si compiacciono di chiamare Cisgiordania, non appartiene ai palestinesi ma che fu annessa illegalmente nel '48 dalla Giordania che finora non l'ha mai rivendicata. Gli antisionisti sanno che il termine "colonizzazione" è del tutto inappropriato, sanno che gli israeliani non sono coloni nel senso che vorrebbero dare al termine. Sanno che mai nella storia nessun paese ha avuto il nome di Palestina araba, che il popolo palestinese è un'invenzione nata con la Guerra dei Sei Giorni e sono coscienti di spargere la menzogna accusando Israele di essersi impossessato delle terre dei palestinesi. Ma cosa importa! Ricorrono senza scrupolo alle menzogne più vergognose pur di arrivare allo scopo: mobilizzare l'opinione pubblica e diffondere un'immagine di Israele che susciti l'odio per l'ebreo. Se no perché non hanno demonizzato l'inavasione del Kuwait da parte dell'Iraq? L'occupazione del Libano da parte della Siria? Perché la Siria non è Israele e non è uno stato ebraico. Il loro silenzio su quanto accade in Siria ci da ragione e prova ce ne fosse bisogno che gli antisionisti praticano la politica dei due pesi due misure con Israele. Ripetono a iosa che Israele è uno Stato di apartheid quando i fatti provano il contrario. Perché non denunciano l'apartheid dei Fratelli musulmani verso i palestinesi? Perché difendono i palestinesi solo da Israele? Presentando gli ebrei come "occupanti", "coloni", e il conflitto come un movimento nazionale contro uno Stato coloniale che ha usurpato loro la terra sembrerà normale che i palestinesi vogliano difendere la loro identità cacciando l'occupante. Come? Come hanno fatto tutti i popoli colonizzati, con il terrorismo. E gli israeliani, come i francesi in Algeria, i belgi in Congo dovranno ritirarsi e rendere ai palestinesi la loro terra. 

5. Terroristi palestinesi / soldati israeliani 

Voi direte, i palestinesi non fanno terrorismo, fanno "resistenza" (gli antisionisti hanno l'arte dell'eufemismo!) perché vivono in una "situazione degradante"...« Il termine terrorismo è stato abusato da tutti gli occupanti, conquistatori, colonialisti per qualificare i resistenti », scrive Edgar Morin. Ed i cosidetti giornalisti scelgono termini che permettano di rendere innocenti coloro che non sono altro che criminali: Le Monde parla di « attivisti », il Nouvel Obs, di « militanti ». Per contro gli israeliani, dice Edgar Morin, praticano un « terrorismo di Stato» per il quale dispongono di armi letali contro i poveri civili palestinesi, colpendo di preferenza donne e bambini in primis, da cui il numero delle vittime cosi' alto fra questi ultimi. Di fronte a questi poveri « resistenti », un esercito: Tzahal. E qui c'è l'occasione di gettare fango su Tzahal che, con il suo codice etico « Spirito delle forze israeliane di difesa », non ha niente a che vedere con un esercito d'occupazione; Tzahal i cui soldati fanno di tutto per risparmiare i civili e che è di sicuro l’esercito più etico al mondo; Tzahal che partecipa a missioni umanitarie in tutto il globo. Ma che è oggetto di condanna senza grazia da parte di tutte le nazioni, presentata come esercito di bruti sanguinari che attaccano in maniera sproporzionata i poveri « resistenti ». Per gli antisionisti lo scopo degli israeliani è sterminare i palestinesi. Secondo Edgar Morin, Tzahal « ha installato (al suo comando) ufficiali provenienti dalle colonie che hanno trasformato elementi dell'esercito in soldataglia saccheggiatrice e assassina a volte fino al massacro».

Senza Tzahal, niente Israele. Quindi, finiti i problemi, i conflitti. Molti autori arabi sostengono che prima dello Stato di israele ebrei e arabi vivevano in pace (non parlano dei pogrom e della dhimmitudine)... Quello che si lascia intendere è che Israele, capro espiatorio delle nazioni deve sparire. Cosi' il 21 agosto, a Trafalgar Square, a Londra, gli antisionisti hanno sfilato al grido di « Morte a Israele ! », « Per la pace nel mondo Israele deve sparire! », « Israele, i tuoi giorni sono contati ». E perché non dire che senza ebrei il mondo non avrebbe mai dovuto vivere due guerre che l'hanno lasciato esangue? Una conclusione si impone: è la politica colonialista e espansionista di Israele responsabile del conflitto , ed i palestinesi hanno diritto di difendersi. Gli antisionisti passano sotto silenzio lo scopo dei terroristi: la sparizione di Israele e il suo rimpiazzo da parte di uno Stato palestinese judenrein. E' raro sentir parlare delle migliaia di razzi e missili che cadono su Israele da quando Gaza è stata lasciata nelle mani dei palestinesi. La città di Sderot ha lanciato un appello ai media stranieri per chiedere « di menzionare ogni volta il numero dei razzi da dopo il cessate il fuoco del 18 Gennaio 2009. Fino al 15 Luglio 2011, ci sono stati 788 tiri di razzi da Gaza verso il sud di Israele. Il mondo deve sapere ». Quali media ne hanno parlato? Chi è dunque l'aggressore?




permalink | inviato da Giuseppe D. il 7/9/2011 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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