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Amici di Israele
politica estera
13 dicembre 2010
Riguardo alle risoluzioni Onu comminate allo stato ebraico (e agli arabi)
di Giuseppe D. - 13/12/2010

TUTTE le risoluzioni rilevanti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che chiamano in causa Israele formulano anche contemporaneamente precise richieste alle controparti arabe. In altri termini, nessuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza impone a Israele alcun obbligo "senza condizioni", ma sempre e soltanto nel quadro di impegni reciproci da parte dei suoi avversari. E cio' per la ovvia considerazione che la pace in Medio Oriente non puo' essere fatta da una parte soltanto. 

TUTTE le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza riguardanti Israele e i vicini arabi sono state approvate sulla base del Capitolo 6 della Carta delle Nazioni Unite. Solamente le risoluzioni del capitolo 7 costringono la parte che non risponde positivamente a farlo pena intervento militare (per esempio il caso Iraq/Kuwait). 

Il Capitolo 6 si intitola: "Componimento pacifico delle dispute" e afferma (art. 33) che "le parti in causa in un conflitto […] dovranno, prima di tutto, cercare una soluzione attraverso il negoziato, l'analisi, la riflessione, la conciliazione, l'arbitrato, il patteggiamento giudiziale, ricorrendo a enti di concordato regionali o altri mezzi pacifici di loro scelta". Dunque, quando il Consiglio vota sulla base del Capitolo 6 e' come se dicesse agli stati in guerra fra loro: "Dovete negoziare per comporre il vostro conflitto e dovete farlo sulla base delle linee che vi indico". Gli stati che accettano di negoziare rispettano la risoluzione, quelli che non accettano di negoziare violano la risoluzione.Il Capitolo 7, invece, si intitola: "Azioni in caso di minacce alla pace, violazioni della pace e atti di aggressione". Gli articoli di questo capitolo conferiscono al Consiglio di Sicurezza la responsabilita' di individuare le minacce alla pace mondiale e gli danno facolta' di promulgare risoluzioni con valore esecutivo e vincolante, autorizzando la comunita' internazionale a ricorrere a varie forme di coercizione per ottenere la loro applicazione, dalle sanzioni fino all'uso della forza militare.

TUTTE le risoluzioni dell'Assemblea Generale dell'Onu (come la 194/48) non hanno nessun potere vincolante, ma sono considerate come "consigli". L'Assemblea Generale dell'Onu si è sempre distinta per una palese avversione nei confronti dello Stato Ebraico.

Riguardo alla 194/48, molti degli articoli della risoluzione sono stati ampiamente ignorati da tutte le parti interessate sino a questo giorno, poiché le raccomandazioni dell'Assemblea Generale non sono giuridicamente vincolanti.

La risoluzione 242 (1967) chiedeva a Israele di ritirarsi purche' da parte degli altri stati della regione vi fosse il riconoscimento della sovranita', integrita' territoriale e indipendenza di Israele entro confini sicuri e la fine di ogni pretesa o stato di belligeranza. La 425 (1978) chiedeva a Israele di ritirarsi dal Libano meridionale purche' venisse ripristinata la sovranita' di Beirut su tutto il territorio libanese e garantita la calma al confine fra i due paesi. Le risoluzioni 1397, 1402 e 1435 del 2002 chiedono a Israele di ritirarsi dalle zone A dell'Autorita' Palestinese purche' da parte palestinese vi sia la cessazione immediata di ogni atto di violenza, terrorismo, provocazione e istigazione.




permalink | inviato da Giuseppe D. il 13/12/2010 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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