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FriendsofISRAEL
Amici di Israele
politica estera
13 giugno 2010
Intelligence and Terrorism Information Center

(Traduzione a cura di Laura Camis de Fonseca)

1. Una prima analisi delle dichiarazioni rese dai passeggeri della nave turca Mavi Marmara all’arrivo sotto traino al porto di Ashdod mostrano che i militanti dell’organizzazione radicale islamica turca IHH1 hanno guidato condotto il confronto violento con l'IDF.
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2. Le dichiarazioni hanno confermato che le violenze contro i soldati israeliani non furono spontanee, ma frutto di una operazione premeditata e organizzata da un nucleo di 40 miliziani IHH (tra i 500 passeggeri). I miliziani, che mostravano chiaramente una gerarchia interna, erano saliti a bordo a Istambul senza subire nessun controllo di sicurezza, a differenza degli altri passeggeri che si erano imbarcati ad Antalya, dopo controlli di sicurezza esaustivi.
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3. La preparazione da parte dei miliziani incluse la distribuzione di ricetrasmittenti appena saliti a bordo, la presa di controllo del ponte superiore, l’organizzazione di una sala operativa per comunicare, e una riunione d’istruzione due ore prima dell’attacco con Bülent Yildirim, capo dello IHH, che era a bordo in posizione di comando. I miliziani IHH indossavano giubbotti di ceramica e maschere antigas, e avevano molte armi improprie preparate con apparecchiature di bordo (coltelli, asce, cavi metallici, tubi di metallo usati come mazze, chiavi inglesi). Vennero anche dotati di taglierini già accatastati sul ponte superiore.
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4. I passeggeri, compresi i miliziani IHH, hanno dichiarato che c’erano stati stretti rapporti tra l'organizzazione e il Primo Ministro turco Tayyip Erdogan e che il governo turco era stato coinvolto nei preparativi per la spedizione. Le dichiarazioni rafforzano la valutazione iniziale che l'obiettivo della spedizione non fosse soltanto portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, ma mirasse alla provocazione e allo scontro violento con Israele.
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5. Secondo le dichiarazioni dei passeggeri, il primo ministro turco Tayyip Erdogan ha stretti contatti con IHH. La flotta partì sapendo che Erdogan era a conoscenza dell’impresa e d’accordo con l’impresa, e intendeva sfruttarla per promuovere la propria immagine in Turchia e mondo arabo-musulmano. I passeggeri hanno dichiarato che prima della partenza il Primo Ministro Erdogan aveva ideato una situazione di potenziale sfida a Israele, da usare per i propri scopi. Le dichiarazioni sono confermate da testi rinvenuti sui computer portatili dei passeggeri.
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6. Questo è stato confermato dalla dichiarazione di un giornalista che era in collegamento con i capi del governo turco e con Bülent Yildirim, capo dello IHH. Di seguito sono riportate le dichiarazioni del giornalista, che era un passeggero del Marmara Mavi:A. La base del potere del primo ministro Erdogan è fatta di attivisti dello IHH. Senza il loro aiuto non sarebbe stato eletto primo ministro. B. Il governo turco era il mandante della spedizione alla Striscia di Gaza e il suo obiettivo era mettere Israele in difficoltà: "I Turchi hanno teso la trappola e ci siete caduti."C. La spedizione è stata organizzata con il sostegno del governo turco e su istruzione del primo ministro Erdogan. Benchè tutti sapessero che non avrebbe mai raggiunto Gaza. D. La vicenda della spedizione ha rafforzato l’immagine di Erdogan in Turchia e ne ha fatto il leader del mondo islamico.E. Ci saranno altre tre spedizioni su Israele che ripeteranno lo stesso schema di azione.F. Il giornalista ha dichiarato di aver visitato la Striscia di Gaza come membro di una delegazione umanitaria e di averne riportato l’impressione era che non c'era né scarsità né mancanza [di beni] nella Striscia di Gaza. Ha aggiunto che " è tutta propaganda."
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7. Negli archivi dei computer confiscati ai passeggeri della Mavi Marmara ci sono molte altre conferme del collegamento tra lo IHH e il governo turco:

A. E’ stata trovata una lettera scritta in turco dal capo dello IHH Bülent Yildirim al presidente turco Abdullah Gul, con la richiesta di ottenere il rilascio dell’attivista IHH Izzat Shahin dalle prigioni israeliane.
[Shahin è un attivista IHH inviato come rappresentante della organizzazione in Giudea e la Samaria. La sua attività principale era il trasferimento di fondi alle ‘iniziative di carità’ di Hamas. Fermato per essere interrogato nell’aprile 2010, fu poi espulso su richiesta dei funzionari turchi.]
B. Secondo un documento, IHH acquistò la Mavi Marmara dalla società turca IDO (File: IHH Basin Agiflamasi Gemi.com) [Nota: La IDO, Istanbul Deniz Otobusleri fu fondata nel 1987 dala città di Istanbul per fornire servizi di trasporto ai residenti di Istanbul. L'azienda, la più grande del suo tipo al mondo, si unì alla City Line Ferry Services nel 1995 ed è oggi il principale fornitore di trasporto su acqua a Istanbul e nel Mar di Marmara.] I PASSEGGERI DEL MAVI MARMARA
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8. I passeggeri della Marmara Mavi hanno detto di erano stati reclutati per la spedizione tramite stampa, televisione e siti internet, che portavano i numeri di telefono e indirizzo e-mail dello IHH. In questo modo sono stati reclutati 500 passeggeri, in massima parte volontari.
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9. Oltre ai normali passeggeri. sul Mavi Marmara c’erano 40 attivisti turchi dello IHH. turco. Questo era uno zoccolo duro di Turchi reclutati appositamente per la missione. Avevano una gerarchia definita dalla zona di provenienza e dagli obbiettivi (ogni zona di provenienza aveva capi e reclutatori diversi). A bordo i passeggeri erano separati dal nocciolo duro degli attivisti dello IHH.
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10. Il nucleo degli attivisti salì a bordo a Istanbul senza controlli di sicurezza, a differenza degli altri passeggeri, imbarcati ad Antalya dopo un esame accurato (Vedi sotto). A bordo ricevettero ricetrasmittenti per comunicare. Alcuni avevano adesivi con la scritta "Servizio di sicurezza [khares amni]."
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11. I passeggeri volontari erano arrivati ad Antalya il 26 e 27 maggio con mezzi propri. Prima che la nave salpasse ci fu un incontro a Antalya per l’istruzione finale. Molti avevano grandi somme di denaro in tasca (decine di migliaia di euro), apparentemente ricevuti dopo che la nave venne fermata in mare. Si trattava probabilmente di fondi destinati ad Hamas (i passeggeri hanno dichiarato che il denaro era per uso personale).

IL VIAGGIO IN MARE
12. La nave salpò da Istanbul con 29 membri dell'equipaggio e i 40 miliziani dello IHH . Le attrezzature caricate non subirono nessun controllo di sicurezza. La nave salpò per Antalya, dove gli altri passeggeri vennero passato ai raggi X prima dell'imbarco. I passeggeri salirono a bordo in base ad una lista preparata dallo IHH e dalle dogane turche, responsabili dei controlli di sicurezza
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13. Durante il viaggio di un gruppo di attivisti dello IHH sorvegliava la nave. Controllavano i passaggi e non permettevano ai passeggeri di salire sul ponte superiore. Limitavano anche i movimenti dell’equipaggio, che doveva avere il permesso dello IHH per spostarsi. Inoltre fu istituita una sorta di sala operativa per le comunicazioni dello IHH.

I PREPARATVI PER LA RESISTENZA VIOLENTA A IDF
14. Secondo le dichiarazioni dei passeggeri, l'obiettivo principale degli organizzatori della spedizione era " mostrare il vero volto di Israele al mondo" e non portare aiuti alla Striscia di Gaza. Era ovvio per loro che si sarebbero scontrati con Israele prima di raggiungere la Striscia.
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15. Prima del confronto con l'IDF i passeggeri di prepararono alla resistenza violenta sotto la guida del nocciolo duro degli attivisti dello IHH.
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16. I preparativi per il confronto con l'IDF inclusero:
A. Un raduno del nocciolo duro prima di affrontare lo IDF (istruzioni date da Bülent Yildirim).
B. La separazione dei passeggeri volontari dal nocciolo duro e il loro invio ai ponti inferiori (i passeggeri che non partecipavano alla resistenza allo IDF vennero mandati sul ponte inferiore con l’istruzione di rimanerci).
C. Indossare giubbotti antiproiettile e maschere antigas.
D. Armarsi con armi improprie raccolte e fabbricate a bordo. Tra questi coltelli, asce, attrezzi, cavi metallici, mazze metalliche segate dai parapetti della nave con seghe circolari appositamente portate a bordo). Dadi metallici vennero sparsi sul ponte ostacolare il passo.
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17. Gli attvisti IHH vennero istruiti a non permettere che i soldati dell'IDF salissero sulla nave e gettar a mare quelli che ci fossero riusciti. Giunti al momento dell'arrembaggio dello IDF, il capo dello IHH Bülent Yildirim diede ordine agli attivisti del nocciolo duro di formare una catena umana e di utilizzare sedie e mazze per respingere i soldati e gettarli a mare.
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18. Quando le barche della marina israeliana contattarono la nave e gettarono i rampini per salire a bordo, gli attivisti li sganciarono gettandoli giù.

ARMI TROVATE SULLA NAVE
19. Queste le armi che, secondo le dichiarazioni rese, erano state preparate in anticipo:
A. Un centinaio di giubbotti di ceramica con la bandiera turca. Vennero indossati dagli attivisti dello IHH, dai medici e dai corrispondenti (come preparazione ad eventuali atti violenti).
B. Duecento maschere antigas.
C. Un gran numero di fionde
D. Otto asce tolte alle postazioni antincendio della nave.
E. Decine di coltelli, per lo più presi dalla cucina e dalle sei caffetterie a bordo. C’era anche un coltello a serramanico.
F. Cavi d’ acciaio e barre di metallo segate dai parapetti della nave.
G. Mazze di legno.
H. Martelli e altri utensili.
I. Dadi metallici sparsi sul ponte superiore per ostacolare i movimenti dei soldati.
J. Rulli per verniciare cui erano state tolte le spugne, per usarle come mazze.

CHI ERANO I MORTI
20. Otto dei nove morti furono identificati - durante l'interrogatorio dei passeggeri - come attivisti e volontari dello IHH. Uno di loro era un fotografo dello IHH (la nona persona non è stata identificata).

APPENDICE - LA DICHIARAZIONE DI UN UFFICIALE A BORDO DELLA MAVI MARMARA
1. I punti principali della dichiarazione di un ufficiale della Mavi Marmara:
A. Il carico caricato a Istanbul consisteva di medicine e di prodotti di prima necessità (secondo le scritte sugli imballaggi).
B. La nave salpò con 29 membri dell'equipaggio e 40 attvisti dello IHH. Il capo del gruppo era Bülent Yildirim. Un certo Rajip era responsabile per la logistica. C'era un attivista di nome Tonj
C. Gli altri passeggeri si imbarcarono ad Antalya in base all’elenco nelle mani dello IHH e delle dogane turche. Da Antalya salparono verso Cipro, dove si aggiunsero le altre navi.
D. Prima che i passeggeri salissero a bordo, il capitano chiese all’equipaggio di assicurarsi che non ci fossero armi o qualche cosa che potesse essere considerata un'arma.
E. Quando gli attivisti dello IHH salirono a bordo ricevettero delle ricetrasmittenti per poter assumere il controllo della nave. Guardie vennero poste nei corridoi per impedire ai passeggeri di raggiungere il ponte superiore. I movimenti dell'equipaggio vennero limitati e richiesto un permesso dello IHH per spostarsi.
F. Le istruzioni venivano impartite ai passeggeri dagli attivisti dello IHH tramite la TV a circuito chiuso della nave. In aggiunta era stata preparata una sorta di sala operativa e di comunicazione per i corrispondenti dello IHH.
G. Gli attivisti dello IHH hanno usato seghe circolari per segare il parapetto della nave in barre metalliche. Avevano anche barre di acciaio tolte alle scialuppe di salvataggio. Sentendo il rumore delle seghe, il capitano inviò due marinai a scoprirne l’origine. Costoro videro che gli attivisti dello IHH avevano portato seghe sul ponte contro gli ordini del capitano, e le utilizzavano per tagliare i parapetti della nave in sbarre metalliche. Trovarono tre seghe e le confiscarono.
H. In retrospettiva è ovvio che l'incidente era stato organizzato in anticipo. L'ufficiale affermò di non aver capito che cosa stava succedendo durante il viaggio perché si teneva a distanza dai passeggeri.

1. Per ulteriori informazioni vedere il bollettino del 27 maggio 2010, "IHH, che svolge un ruolo centrale nell'organizzare la spedizione alla Striscia di Gaza, è una organizzazione turca di aiuti umanitari di orientamento radicale islamico anti-occidentale. Oltre a legittime attività filantropiche sostiene reti islamiche radicali, compreso Hamas, e - almeno in passato - anche parti del jihad globale".



permalink | inviato da Giuseppe D. il 13/6/2010 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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