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politica estera
21 aprile 2010
Israele ha il diritto di difendersi dalla Siria e da Hezbollah

di Elliott Abrams - Tratto da National Review Online - 20/04/2010

Secondo recenti indiscrezioni di stampa, Israele sostiene che la Siria stia fornendo ai terroristi libanesi di Hezbollah i missili balistici a corto raggio SCUD. A questo punto, Israele dovrebbe bombardare la Siria per fermarli? Visto che le accuse e le minacce da entrambi gli schieramenti si moltiplicano, vale la pena ricordare la storia della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L’11 agosto del 2006, il Consiglio Onu adottò la Risoluzione 1701 come il primo passo per mettere fine all’atroce guerra che si stava combattendo in Libano tra le forze israeliane e quelle di Hezbollah. La risoluzione fu il frutto di lunghi negoziati che hanno coinvolto in primo piano gli Stati Uniti, la Francia e i governi israeliano e libanese. Il testo finale evidenziava chiaramente – più e più volte – che alla Siria veniva proibita la fornitura d’armi agli Hezbollah. Le principali clausole del testo recitano così: 

“Il Consiglio di Sicurezza, ...

Felicitandosi degli sforzi del primo ministro libanese e dell’impegno del governo libanese… a estendere la propria autorità su tutto il territorio attraverso le proprie forze armate riconosciute in modo che non possano esserci armamenti se non con il consenso del governo del Libano…

Sottolinea l'importanza dell'estensione del controllo del governo del Libano su tutto il territorio libanese… per l'esercizio della sua piena sovranità, in maniera tale che non possano esserci armamenti se non con il consenso del governo del Libano e non possa esserci altra autorità che quella del governo del Libano…

Chiede al governo del Libano di controllare i propri confini e tutti gli altri varchi d'accesso per impedire che armi e altri materiali simili siano importati in Libano senza il suo consenso…

Decide inoltre che tutti gli Stati adottino le misure necessarie per impedire a propri cittadini, o dal proprio territorio, o utilizzando navi battenti bandiera del Paese, o velivoli… la vendita o la fornitura a nessuna entità o individuo in Libano di armamenti e materiali di alcun tipo, incluse armi e munizioni, veicoli militari e equipaggiamenti, equipaggiamenti paramilitari e parti di ricambio per i suddetti, siano o no prodotti nei loro territori.” 

Se oggi il testo ci sembra chiaro, e persino ripetitivo, a quel tempo era molto meno evidente. Mentre la risoluzione veniva abbozzata e discussa, il governo di Israele si rivolgeva al governo americano per chiedere un chiarimento critico. Gli israeliani si chiedevano che cosa sarebbe accaduto se la Siria avesse violato la risoluzione. Gli Usa sarebbero stati d’accordo con Israele se quest'ultimo avesse avuto il diritto di bombardare tutti i camion che dalla Siria avessero trasportato missili o razzi verso il Libano per consegnarli agli Hezbollah? La risposta fu tanto chiara quanto lo era stata la domanda: sì. Raggiunta l’intesa su questo punto, Israele decise di accettare la Risoluzione 1701 e iniziò a ritirarsi dal Libano. Senza l’accesso alle più recenti informazioni dell’Intelligence americana e israeliana, non possiamo sapere se la Siria ha davvero inviato agli Hezbollah gli SCUD, i missili capaci di colpire Tel Aviv e tutte le città israeliane. Ma non sappiamo neanche se sono vere le altre versioni giornalistiche che sostengono che la risposta americana alla richiesta israeliana di bombardare i convogli di camion fu negativa. In realtà, è un fatto improbabile; in quelle circostanze, sarebbe stato davvero insolito per Israele chiedere il permesso, non più insolito di quando decise di bombardare il reattore nucleare - senza consultarsi con gli Usa - fornito dalla Corea del Nord alla Siria che lo stava costruendo. Ma queste vicende danneggiano i rapporti tra gli Stati Uniti e Israele e riducono la deterrenza nei confronti della Siria. Sia per gli Usa che per Israele sarebbe molto meglio un immediato chiarimento: la fornitura di missili SCUD agli Hezbollah è una violazione della Risoluzione 1701 e Israele ha il diritto di agire per prevenirne l’approvvigionamento, sia in base alla Risoluzione 1701 sia nell’esercizio del diritto di autodifesa. Dovrebbe inoltre restare chiaro che, se Israele colpirà gli obiettivi, avrà il sostegno americano e che gli Usa porranno il veto in ogni risoluzione del Consiglio di Sicurezza che criticherà Israele per l’attacco. Alcuni ritengono che l’invio di un ambasciatore americano in Siria, per la prima volta dal 2005, potrebbe essere utile per riuscire a inoltrare dei messaggi al regime di Assad. Ma il migliore messaggio che gli Usa possono mandare non ha bisogno di un ambasciatore a Damasco, bensì di maggiore chiarezza a Washington: non sarà tollerato l’invio di SCUD agli Hezbollah e le azioni militari israeliane intraprese per impedirne la fornitura avranno il pieno sostegno americano.




permalink | inviato da Giuseppe D. il 21/4/2010 alle 0:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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