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Amici di Israele
politica estera
26 agosto 2009
La lungimiranza della sinistra israeliana
Un articolo su Sha’ah Tova (30 ottobre 2003) spiega come la sinistra israeliana, capeggiata dal Primo Ministro Yitzchak Rabin, abbia portato in Israele il tremendo problema demografico degli Arabi.
Due decenni fa, quando Yitzchak Rabin formò il suo governo contando sull’appoggio di 5 MK arabi, decise, come atto di cortesia nei confronti di questi partners arabi, di cambiare i criteri per le detrazioni per i figli a carico. Fin dagli inizi dello Stato c’erano stati due sistemi di pagamento degli assegni familiari. Uno consisteva in una somma data a tutti i cittadini dello Stato, Ebrei e non Ebrei. L’altro consisteva in un particolare aumento di assegni familiari che ricevevano i soldati, i partigiani ed i combattenti ebrei che avevano combattuto per l’indipendenza di Israele o nelle guerre Israeliane. Quest’ultimo ammontare più alto veniva dato anche ai figli e ai nipoti di quei soldati.
In pratica, gli assegni familiari più alti venivano percepiti da quasi tutti i cittadini dello Stato, oltre che dagli sfortunati chutznik olim che non erano abili.
Quando Rabin eliminò i due sistemi e diede agli arabi gli stessi alti benefici che ricevevano gli Ebrei, diede loro un incentivo senza precedenti per sposare da due a quattro mogli e per avere decine di figli. Un arabo con due mogli e 15 figli prendeva oltre 10.000 shekels in assegni familiari, che coprivano ampiamente le spese per le necessità della vita quotidiana. Sono stati riportati, per esempio, casi di Beduini che avevano sposato molte mogli e avevano più di 70 figli. A questi benefici si aggiungevano gli altri sostanziosi benefici che Israele offre agli arabi: educazione gratuita, studi universitari a basso costo, sostegni finanziari a comuni irresponsabili in cui oltre l’80% dei residenti non pagava le tasse di proprietà.
I funzionari del Tesoro capivano che quel modo di attingere al budget per gli assegni familiari non poteva durare più di qualche anno senza impoverire le casse del Tesoro. I Primi Ministri successivi considerarono l’eventualità di riportare il fondo per gli assegni familiari alle condizioni precedenti, ma desistettero quando i legali li avvertirono che la Corte Suprema probabilmente si sarebbe opposta a qualunque distinzione tra i cittadini di Israele.
La difficile situazione economica in Israele spinse il Tesoro al punto di dover bloccare i generosi sussidi per i figli. I funzionari si stanno muovendo solo ora, dopo che per vent’anni Israele ha pagato gli Arabi per avere il maggior numero possibile di figli.
Ironicamente, la sinistra ha spinto gli accordi di Oslo in Israele 10 anni fa, spiegando che Israele doveva fare concessioni dolorose e lasciare i territori a causa della minaccia demografica araba ( che proprio la sinistra aveva creato durante il decennio precedente).
Un politico religioso si è avvicinato recentemente ad una importante personalità del Parlamento ed ha chiesto perché l’Agenzia Ebraica spenda centinaia di milioni di shekels per incoraggiare l’aliya dalla Russia che oggi coinvolge soprattutto dei non ebrei in cerca di miglioramenti economici. “Non sarebbe meglio incoraggiare l’ ”aliya interna” assistendo in Israele le donne ebree che hanno più bambini?”, ha chiesto.
Benché questo passo sembri essere ovvio, il fatto è che gli unici Ebrei che accettano di avere molti figli sono quelli della comunità religiosa, la cui crescita nel paese sembra essere per i funzionari dell’ Agenzia uno spettro peggiore dell’aliya dei gentili russi antisemiti.



permalink | inviato da Giuseppe D. il 26/8/2009 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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